Dare il meglio di noi stessi alle persone che ci circondano genera uno stato emotivo di grande intensità. Si tratta del nostro tempo, della nostra attenzione, delle nostre premure… E quello che riceviamo in cambio è sempre qualcosa di meglio.

C’è qualcosa di meglio di un grazie pronunciato con sincerità? O di un apprezzamento che ci fa sentire importanti e necessari, di un sorriso sul volto delle persone che abbiamo fatto sentire ugualmente importanti e coccolate?

Lo so, non sempre questo è possibile.

In questi giorni sto riflettendo sulla disponibilità verso gli amici e in famiglia. Un po’ di stanchezza per una gran mole di impegni, poco tempo libero che preferisco dedicare al relax. E le persone intorno che chiedono la mia presenza, fisica e psicologica. E mi chiedo: qual è il confine fra il mio benessere e quello delle persone care che mi stanno a cuore? Come è possibile conciliarli? Una risposta me la sono data. Il confine posso stabilirlo soltanto io, in un punto di equilibrio estremamente soggettivo. Esserci per gli altri senza sentirmi invasa e sopraffatta.

Quando le risorse fisiche sono limitate, possiamo mettere in azione il nostro talento e la nostra creatività. Il desiderio di esserci per chi ha bisogno di noi, in termini di tempo, ascolto, , attenzioni, ci può ispirare la ricerca della maniera ideale per concretizzare la nostra intenzione. Ad esempio, riuscendo a gestire meglio il proprio tempo, trovando un equilibrio fra e riposo.

Il segreto dimora nella . Dandole l’input adeguato, a lavorare per una buona causa, noi possiamo intercettare e attivare il potere che favorisce il benessere fisico, psicologico ed emotivo. E nell’attuare la buona causa (in questo caso, essere disponibili per gli altri) potremo sentirci rivitalizzati e rinvigoriti fisicamente, entusiasti e contenti di quello che stiamo facendo, senza sforzi e tensioni, come le persone meglio pagate nel settore. Non perché siamo pagate con del , ma con il nostro senso di appagamento.

Quando diamo il meglio di noi, il meglio torna al mittente. E tu cosa ne pensi?

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