L’ispirazione creativa ci mostra i mille volti della bellezza

Un paio di anni fa, ho frequentato al Centro Ewam di Firenze un corso tenuto da Piero Ferrucci sulla forza della gentilezza (che è anche il titolo di un suo libro). Psicoterapeuta e filosofo, allievo di Roberto Assagioli, Ferrucci è l’incarnazione stessa della gentilezza. E’ stata un’esperienza molto bella, di cui conservo dei cari ricordi.

Ho in mente un piccolo progetto, su questo tema, e te ne parlerò appena ne saranno definiti i contorni.

Per augurarti un felice inizio settimana, ora desidero condividere con te questo testo, ripreso da Esperienze delle vette.

Arriva, con una sua vita autonoma; trabocca di energia e di novità; così leggera e improvvisa, pare venire da nulla e, di nuovo, svanire nel nulla; sembra forgiata da un’intelligenza superiore; indescrivibile, può essere solo rappresentata da metafore: il lampo, il respiro della vita, una voce divina.

L’ispirazione creativa, sempre rinnovandosi, ci mostra i mille volti della bellezza. Nella mitologia greca le nove muse hanno il cuore volto al canto e lo spirito libero, e, con l’ispirazione che infondono, fanno dimenticare a chi amano ogni suo problema, ogni dolore:  lo rendono felice.
C’è chi troverà esagerate queste parole, eppure una ricerca empirica le conferma. Basta leggere le descrizioni dei protagonisti o di chi è stato loro vicino. Gli esempi possibili sono numerosi.
Citiamone due, cominciando da Gauguin. Dove comincia e dove finisce l’esecuzione di un quadro? Quando sentimenti intensi si fondono nella profondità di un essere, e l’idea erompe come lava da un vulcano, non è questo il realizzarsi di un’opera improvvisamente creata, brutale se vuoi, ma grande e con un’apparenza sovrumana?
Nelle parole del pittore francese sentiamo la presenza numinosa della creazione, in questa descrizione che George Sand dà di Chopin al lavoro, ne scopriamo la completa autonomia, la facilità suprema: “la sua creazione era spontanea, miracolosa, la trovava senza cercarla, senza prevederla, essa arrivava al suo piano improvvisa, completa, sublime, oppure si cantava nella sua testa durante una passeggiata, e lui si affrettava a farla sentire a se stesso suonandola poi sul suo strumento”.
Singolare il caso di Chopin: l’elaborazione era un tormento, ma l’ispirazione originaria un afflato spontaneo.
Con le sue caratteristiche di numinosità, di trascendenza di sé e di spontaneità, l’ispirazione creativa è vicina all’illuminazione così come è stata descritta da mistici e saggi nel corso dei secoli.

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