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	<title>Cambia vita in sette giorni &#187; Benessere</title>
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	<description>Crea la vita che desideri, vivendo pienamente &#34;qui e ora&#34;</description>
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		<title>Cambiare vita, il sogno di tutti gli italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 21:45:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quaranta milioni di italiani, l&#8217;83 per cento della popolazione, hanno un sogno: cambiare vita. Ma soltanto uno su sei ci prova. Lamentarsi, pare, è più facile che vincere la paura del cambiamento. I sogni più agognati? Diventare ricchi, avere un fisico &#8230; <a href="http://webandpaper.net/cambia-vita-in-sette-giorni/benessere/cambiare-vita-sogno-di-tutti-gli-italiani-ma-tra-il-dire-e-il-fare/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quaranta milioni di italiani, l&#8217;83 per cento della popolazione, hanno un sogno: cambiare vita. Ma soltanto uno su sei ci prova. Lamentarsi, pare, è più facile che vincere la <span style="font-weight: bold;">paura del cambiamento</span>. I sogni più agognati? <span style="font-weight: bold;">Diventare ricchi</span>, avere <span style="font-weight: bold;">un fisico perfetto</span>, <span style="font-weight: bold;">incontrare il vero amore</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">A rivelarlo sono i risultati di una ricerca di Riza Psicosomatica, che ha intervistato oltre mille italiani fra i 30 e i 60 anni. I dati non sono recenti, ma offrono spunti di riflessione sempre attuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra i motivi alla base del desiderio di cambiare, ci sono la <strong>lontananza da casa</strong> (31%), le <strong>critiche del partner o dei genitori </strong>(27%), il <strong>co</strong><strong>nfronto con qualcuno che ce l&#8217;ha fatta</strong> (25%), insuccessi personali (17%), <strong>noia e routine</strong> (10%).  Al quarto posto dei cambiamenti più ambìti, si trova quello di <strong>cambiare lavoro</strong>, e non manca quello relativo ad <strong>imparare a dire &#8216;no&#8217;</strong> a cose e situazioni non gradite.</p>
<p style="text-align: justify;">A fronte dell&#8217;83 per cento che vuole cambiare vita, solo il 17 per cento degli intervistati, rivela ancora la ricerca, ha seriamente tentato il cambiamento. </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;espressione &#8220;cambiare vita&#8221; evoca generalmente l&#8217;immagine di cambiamenti drastici e clamorosi, del tipo partire per un paese lontano (con biglietto di sola andata), mollare il lavoro, il partner, la famiglia. E invece, vale la pena ricordarlo, per cambiare davvero vita, è utile e necessario (ed anche divertente) cominciare dai piccoli gesti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tu cosa ne pensi? Cosa  significa per te &#8220;cambiare vita&#8221;? C&#8217;è un&#8217;esperienza che ha modificato abitudini e comportamenti non più funzionali al tuo benessere? </p>
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		<title>Dare il meglio di se stessi</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 22:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aelle</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dare il meglio di noi stessi alle persone che ci circondano genera uno stato emotivo di grande intensità. Si tratta del nostro tempo, della nostra attenzione, delle nostre premure&#8230; E quello che riceviamo in cambio è sempre qualcosa di meglio. &#8230; <a href="http://webandpaper.net/cambia-vita-in-sette-giorni/benessere/dare-il-meglio-di-se-stessi/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dare il meglio di noi stessi alle persone che ci circondano genera uno stato emotivo di grande intensità. Si tratta del nostro tempo, della nostra attenzione, delle nostre premure&#8230; E quello che riceviamo in cambio è sempre <em>qualcosa di meglio</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è qualcosa di meglio di un <em>grazie</em> pronunciato con sincerità? O di un apprezzamento che ci fa sentire importanti e necessari, di un sorriso sul volto delle persone che abbiamo fatto sentire ugualmente importanti e coccolate?</p>
<p>Lo so, non sempre questo è possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni sto riflettendo sulla disponibilità verso gli amici e in famiglia. Un po&#8217; di stanchezza per una gran mole di impegni, poco tempo libero che preferisco dedicare al relax. E le persone intorno che chiedono la mia presenza, fisica e psicologica. E mi chiedo:<em> qual è il confine fra il mio benessere e quello delle persone care che mi stanno a cuore?</em> Come è possibile conciliarli? Una risposta me la sono data. Il confine posso stabilirlo soltanto io, in un punto di equilibrio estremamente soggettivo. <em>Esserci per gli altri senza sentirmi invasa e </em><em>sopraffatta.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Quando le <em>risorse fisiche</em> sono limitate, possiamo mettere in azione il nostro talento e la nostra creatività. Il <em>desiderio</em> <em>di esserci</em> per chi ha bisogno di noi, in termini di tempo, ascolto, coccole, attenzioni, ci può ispirare la ricerca della maniera ideale per concretizzare la nostra intenzione. Ad esempio, riuscendo a gestire meglio il proprio tempo, trovando un equilibrio fra lavoro e riposo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il segreto dimora nella <em>mente</em>. Dandole l&#8217;input adeguato, a lavorare per una <em>buona causa</em>, noi possiamo <em>intercettare </em>e <em>attivare</em> il potere che favorisce il benessere fisico, psicologico ed emotivo. E nell&#8217;attuare la <em>buona causa</em> (in questo caso, essere disponibili per gli altri) potremo sentirci rivitalizzati e rinvigoriti fisicamente, entusiasti e contenti di quello che stiamo facendo, senza sforzi e tensioni, come le persone meglio pagate nel settore. Non perché siamo pagate con del denaro, ma con il nostro senso di appagamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando diamo <em>il meglio di noi</em>, il meglio torna al mittente. E tu cosa ne pensi?</p>
<p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/80x15.png" alt="Creative Commons License" /></a><br />
Questa opera è pubblicata sotto una <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Licenza Creative Commons</a>.</p>
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		<title>Felici in cinque mosse</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 22:07:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le vacanze sono già un lontano ricordo? Per recuperare il sorriso e una visione positiva sulla vita, bastano cinque regole di felicità e mettere in pratica la regola dell&#8217;80/20 (il principio di Pareto, applicabile in ogni area della vita). Secondo &#8230; <a href="http://webandpaper.net/cambia-vita-in-sette-giorni/benessere/felici-in-cinque-mosse/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Le vacanze sono già un lontano ricordo? Per recuperare il sorriso e una visione positiva sulla vita, bastano cinque regole di felicità e mettere in pratica la regola dell&#8217;80/20 (<a title="Il principio di Pareto)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_Pareto" target="_blank">il principio di Pareto</a>, applicabile in ogni area della vita).</p>
<p style="text-align: justify; ">Secondo Paul McKenna, l&#8217;autore del libro a cui si ispira <a title="Perché questo titolo?" href="http://webandpaper.net/cambia-vita-in-sette-giorni/perche-questo-titolo/" target="_blank">il nome di questo blog</a>, la regola 80/20 nella vita quotidiana, ci può fare scoprire, ad esempio, che l&#8217;80% del nostro stress è legato al 20% delle persone che conosciamo. Una volta individuate, può essere più facile depennarle dall&#8217;elenco delle persone che frequentiamo abitualmente, con conseguenti immediati benefici per la nostra vita. A questo tema, McKenna ha dedicato anche un libro, intitolato <em><strong>Control Stress: Stop Worrying And Feel Good Now</strong></em> (Bantam Press) e, come se non bastasse, ha rivelato al giornale britannico &#8220;Daily Mail&#8221; la sua <strong>ricetta in cinque semplici mosse per essere felici</strong>.</p>
<p style="text-align: justify; ">Cinque semplici mosse da mettere in pratica e abbordabili per chiunque voglia fare qualcosa per il proprio benessere, sfruttando il potere dei ricordi. Quando ci si sente sopraffatti dallo stress, spiega McKenna, &#8220;anche un piccolo inconveniente sembrerà una tragedia, mentre se si galleggia sull&#8217;onda dei sentimenti positivi simili piccole increspature non ti toccheranno&#8221;.</p>
<blockquote style="text-align: justify; "><p><strong>La felicità di fondo è uno stato sottile che pervade tutto, indipendentemente da ciò che ci circonda, ed è caratterizzata da uno stato di allerta rilassato.</strong></p></blockquote>
<p style="text-align: justify; ">Per ottenere una vera iniezione di benessere concentrandosi sui ricordi delle cose positive vissute che cambia la chimica del cervello, si può favorire la liberazione delle endorfine, sostanze che il nostro cervello secerne nei momenti di piacere e dello star bene. Ed ecco la tecnica messa a punto da McKenna per liberare queste molecole e creare sentimenti positivi a richiesta (o almeno per predisporvisi).</p>
<blockquote style="text-align: justify; ">
<ol>
<li>Ricorda un momento in cui hai sperimentato un&#8217;iniezione di endorfine: ad esempio mentre facevi l&#8217;amore, o ridevi di gusto, o in un momento di euforia.</li>
<li>Rivivilo nei dettagli, come se tornassi indietro nel tempo, rievocando odori, sensazioni e altre caratteristiche di quel momento.</li>
<li>Non appena il ricordo sarà vivo nella tua mente, questo renderà i colori della memoria più brillanti e i suoni più nitidi.</li>
<li>Stringi pollice e indice della mano destra insieme cinque volte di seguito.</li>
<li>Una volta strizzato pollice e indice e richiamato alla mente il ricordo del sentimento che vuoi ritrovare, hai creato un bottone delle endorfine. Ogni volta che farai questa cosa, per te sarà facile rilassarti, lasciarti andare e ridere della maggior parte delle cose che ti irritano.</li>
</ol>
</blockquote>
<p style="text-align: justify; ">Come è facile intuire, si tratta di una tecnica di autoipnosi che richiede un po&#8217; di esercizio e di perseveranza.</p>
<p style="text-align: justify; ">Un altro sistema per ritrovare la felicità di fondo, che pur non trattandosi di autoipnosi richiede impegno ed applicazione quotidiana, è riscoprire la gratitudine, facendo una lista delle piccole cose per cui ringraziare un essere superiore, in qualsiasi modo lo si voglia chiamare, e arricchendola con almeno cinque nuove voci ogni giorno. &#8220;Dalla famiglia, al primo caffé della giornata, da un fantastico colpo di golf, alla propria canzone preferita &#8211; suggerisce McKenna &#8211; I benefici di questo semplice esercizio sono notevoli, ci fanno sentire più ottimisti e più attenti, regalandoci entusiasmo ed energia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify; ">Provare non costa nulla, no? :-)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dal dire al fare&#8230; Un invito alla consapevolezza</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 22:07:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciao, come stai? sono passati diversi giorni dall&#8217;ultimo articolo, per la precisione un mese, anche se il pensiero al blog e a te che lo leggi è costante.  I motivi sono tanti. In primis, impegni di lavoro e familiari, che &#8230; <a href="http://webandpaper.net/cambia-vita-in-sette-giorni/benessere/dal-dire-al-fare-un-invito-alla-consapevolezza/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ciao, come stai?</p>
<p style="text-align: justify;">sono passati diversi giorni dall&#8217;<a title="Buon Natale" href="http://webandpaper.net/cambia-vita-in-sette-giorni/benessere/buon-natale/">ultimo articolo</a>, per la precisione un mese, anche se il pensiero al blog e a te che lo leggi è costante. </p>
<p style="text-align: justify;">I motivi sono tanti. In primis, impegni di lavoro e familiari, che sto vivendo con serenità, nonostante la stanchezza, e poi, non ultima, l&#8217;idea di cambiare forma e di sviluppare nuovi contenuti, che assorbe ogni momento <em>libero</em>. Un primo risultato di questa idea, è il nuovo theme (ti piace?) e posso anticiparti che sono in arrivo altre cose interessanti, grazie anche all&#8217;incontro con una bella persona. Un sogno nel cassetto (uno dei tanti) che si avvicina alla sua realizzazione. Sul sito di <a title="Te stesso al cento per cento" href="http://www.testessoalcentopercento.com/crescita-personale/la-comunicazione-telepatica/" target="_blank">Eleonora</a>, puoi trovare una testimonianza al riguardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ti lascio con un bellissimo testo che ho ritrovato nello sterminato archivio del computer. Sono parole di <a title="Oriah Mountain Dreamer" href="http://www.oriahmountaindreamer.com/" target="_blank">Oriah Mountain Dreamer</a>, tratte dal libro<strong><em> L&#8217;invito</em></strong>, che ho letteralmente divorato qualche anno fa. Te lo dedico con l&#8217;augurio di creare la vita che desideri, accogliendo tutto ciò che la vita ti presenta.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Non mi interessa sapere come vi guadagnate la vita. Voglio sapere che cosa vi fa spasimare e se osate sognare l&#8217;incontro con l&#8217;anelito del vostro cuore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non mi interessa sapere quanti anni avete. Voglio sapere se accetterete il rischio di fare la figura degli stupidi per amore, per il sogno, per l&#8217;avventura di essere vivi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Voglio sapere se riuscite a stare soli con voi stessi e se davvero amate quel senso di compagnia che riuscite a conservare nei momenti vuoti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non mi interessa sapere quali pianeti sono in quadratura con la vostra luna. Voglio sapere se siete arrivati al nucleo della vostra sofferenza, fino a toccarla, se i tradimenti della vita vi hanno fatto sbocciare o se vi siete inariditi e chiusi in voi stessi per paura di altro dolore. Voglio sapere se riuscite a restare in compagnia del dolore, il mio o il vostro, senza cercare di nasconderlo, di cancellarlo o di farlo tacere.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Voglio sapere se sapete essere con la gioia, la mia o la vostra, se siete capaci di danzare con frenesia e farvi colmare dall&#8217;estasi, da cima a fondo, senza esortare all&#8217;attenzione, a stare con i piedi per terra, senza ricordare i limiti dell&#8217;essere umani.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non mi interessa sapere se la storia che mi raccontate è autentica.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Voglio sapere se riuscite a deludere un&#8217;altra persona per amore di autenticità verso voi stessi; se riuscite a sopportare l&#8217;accusa di tradimento senza tradire la vostra anima; se riuscite a essere infedeli e per questo affidabili.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Voglio sapere se riuscite a vedere la bellezza ogni giorno, anche quando non è piacevole, e se la sua presenza è fonte di ispirazione per la vostra vita.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Voglio sapere se potete vivere con il fallimento,il vostro e il mio, e riuscire tuttavia, fermi sul bordo del lago, a gridare al plenilunio d&#8217;argento il vostro: «Sì! »</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non mi interessa sapere dove vivete o quanti soldi avete. Voglio sapere se, dopo una notte di angoscia e disperazione, esausti e con le ossa a pezzi, riuscite ad alzarvi la mattina e a fare ciò che è necessario per nutrire i vostri figli.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non mi interessa sapere chi siete o come siete giunti sin qui. Voglio sapere se resterete con me nel centro del fuoco senza tirarvi indietro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non mi interessa sapere dove o che cosa o con chi avete studiato. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Voglio sapere che cosa, dentro di voi, vi sostiene quando tutto il resto crolla.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;uomo del braccio e i medici all&#8217;antica</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 22:07:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mio zio Andrea era un &#8220;medico di famiglia&#8221;, di quelli che entravano nelle case e la gente aveva veramente la sensazione che arrivasse un parente. Quando veniva chiamato per visitare qualcuno, non si scocciava, non dava mai l&#8217;impressione di avere &#8230; <a href="http://webandpaper.net/cambia-vita-in-sette-giorni/benessere/luomo-del-braccio-e-i-medici-allantica/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify; ">Mio zio Andrea era un &#8220;medico di famiglia&#8221;, di quelli che entravano nelle case e la gente aveva veramente la sensazione che arrivasse un parente. Quando veniva chiamato per visitare qualcuno, non si scocciava, non dava mai l&#8217;impressione di avere una infinità di cosa da fare, e che quella visita interferisse magari con attività più importanti. Sembrava avesse sempre tempo per tutti: si sedeva, accettava qualcosa da bere, scambiava due chiacchiere sul raccolto o sulla partita di calcio, faceva battute&#8230; e strappava sorrisi.<br />
Di farmaci, in verità, non ne prescriveva più di tanti: ascoltava ed auscultava, palpava ed osservava, parlava, spiegava e, soprattutto, rassicurava&#8230; Io che lo seguivo, nei primi anni della mia professione, ero incuriosita e divertita dal suo modo di fare così &#8220;leggero&#8221;, ma poi anche ammirata dalla sua raffinatezza clinica, dall&#8217;intuito, dalla capacità di cogliere il particolare che gli permetteva di fare diagnosi. Nel mondo universitario, da cui ero appena uscita, non si familiarizzava coi pazienti e, generalmente, molti difendevano il proprio prestigio frapponendo distanze tra sé ed i malati.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify; ">Così scrive <a class="autore" title="Simonetta Marucci" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_simonetta_marucci.php?pn=272">Simonetta Marucci</a> nel suo libro <a title="La Cura" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_cura.php?pn=272"><em>La Cura</em></a>. Torno a scrivere sull&#8217;argomento &#8220;Medici &amp; Pazienti&#8221; perché mi sta molto a cuore (la puntata precedente puoi leggerla <a title="Quel clima di genuina umanità che consente al cuore di aprirsi" href="http://webandpaper.net/cambia-vita-in-sette-giorni/benessere/quel-clima-di-genuina-umanita-che-consente-al-cuore-di-aprirsi/">qui</a>). Simonetta Marucci è un  medico che considera la sua professione una missione e non solo un lavoro. Un medico <em>all’antica</em> come suo zio Andrea, con in più conoscenze modernissime (<a title="Nuova Medicina" href="http://www.nuovamedicina.com/" target="_blank">Nuova Medicina del dr. R.G. </a><a title="Nuova Medicina" href="http://www.nuovamedicina.com/" target="_blank">Hamer</a>, <a title="Psiconeuroimmunologia - PNEI" href="http://www.agopuntura.org/html/mandorla/rivista/numeri/Dicembre_2000/pnei.htm" target="_blank">Psiconeuroendocrinoimmunologia - PNEI</a>) e antichissime (Agopuntura, Fitoterapia, Fiori).</p>
<p style="text-align: justify; ">Leggendo il libro, il pensiero è andato ai medici coi quali ho avuto a che fare, con maggior frequenza da un anno a questa parte. Ad uno in particolare, ho ripensato, che ho visto misurare la pressione con fare annoiato e infastidito, dandomi l&#8217;impressione di <em>toccare </em>un braccio staccato da un corpo, senza rivolgere una sola parola di umano interesse al suo proprietario disteso sul letto.  Un medico che anziché parlare, farfugliava e pure di malavoglia, e che una mattina al telefono mi ha chiesto <em>chi</em> mai avesse prescritto degli antibiotici che avevano provocato degli effetti collaterali&#8230; Inutile dire che era stato lui, appena alcuni giorni prima, e senza neanche aver voluto visitare l&#8217;<em>uomo del braccio</em>.</p>
<p style="text-align: justify; ">Mi fermo qui. Sono ricordi che voglio dissolvere. Non ho più a che fare con <em>quel signore laureato in Medicina</em>. Avrei potuto cercare di <em>educarlo</em>, come suggerisce  indirettamente il libro di Simonetta Marucci, ed invece ho preferito sceglierne un altro, che il tempo per fare due chiacchiere e per bere un chinotto o un caffè d&#8217;orzo lo trova quasi sempre. E che soprattutto, ascolta, risponde alle domande e chiama per nome e parlandogli guarda negli occhi l&#8217;<em>uomo del braccio. </em></p>
<p style="text-align: justify; ">
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		<title>Denaro, (d)istruzioni per l&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 22:07:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aelle</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mondo il 10% della popolazione detiene l&#8217;85 per cento della ricchezza totale, il 50 per cento più povero dell’umanità deve spartirsi l&#8217;1 per cento della ricchezza planetaria. Sono dati resi noti da un Rapporto dell’Università dell’Onu, che sottolinea come &#8230; <a href="http://webandpaper.net/cambia-vita-in-sette-giorni/benessere/denaro-distruzioni-per-luso/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel mondo il 10% della popolazione detiene l&#8217;85 per cento della <strong>ricchezza </strong>totale, il 50 per cento più povero dell’umanità deve spartirsi l&#8217;1 per cento della ricchezza planetaria. Sono dati resi noti da un Rapporto dell’Università dell’Onu, che sottolinea come la ricchezza tenda a distribuirsi in maniera ancor più diseguale all’interno dei singoli Paesi, piuttosto che fra Paese e Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche nelle nazioni e nei continenti più sviluppati, sono molte le persone che registrano patrimoni negativi (cioè non possiedono altro che <strong>debiti</strong>) e paradossalmente, analizzando tali dati patrimoniali, queste persone risultano essere fra gli individui più poveri del pianeta. Il Rapporto concentra poi le sue attenzioni sulla ricchezza, espressione con cui si intende non il reddito, ma l’insieme delle proprietà mobiliari e immobiliari.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il nostro paese, <a title="Adiconsum" href="http://www.adiconsum.it/" target="_blank">Adiconsum</a> (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente) ha denunciato il crescente <a title="Famiglie sempre più indebitate" href="http://www.adiconsum.it/index.php?pagina=notizia&amp;idarticolo=699&amp;categoria=13" target="_blank">fenomeno dell’indebitamento delle famiglie italiane</a>. Stando ai dati dell&#8217;Associazione, le famiglie hanno difficoltà o non sono più in grado di far fronte a rate o debiti contratti. E non solo dei mutui, ma anche dei numerosi prestiti di <strong>credito al consumo</strong> o con le <strong>carte revolving</strong>. </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Adiconsum, ed io sono d&#8217;accordo al mille per cento:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Suicida è stata la campagna molto diffusa negli anni passati “Acquista oggi e paghi fra un anno” che ha dato l’illusione che con i debiti si potesse superare il minor potere d’acquisto. </p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">La ricchezza può essere definita in tanti modi. Uno di questi è la capacità di sopravvivere senza lavorare e quindi senza dipendere da uno stipendio, generando rendite autonome dal proprio tempo e dai propri sforzi, e una domanda semplice e utile a capire a che punto siamo è: &#8220;<em>se smettessi di lavorare quanto potrei sopravvivere?</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per me il lavoro non è solo un mezzo per guadagnare denaro. Con la mia professione posso mettere a frutto le mie attitudini e i miei talenti, posso esprimere me stessa, e quando ho deciso di intraprendere la carriera giornalistica &#8211; oltre venti anni fa &#8211; sapevo bene cosa stavo facendo. La mia &#8220;missione&#8221; era ed è informare le persone, con il massimo dell&#8217;obiettività possibile. Via via, dalla cronaca sono passata ad occuparmi di tematiche che maggiormente mi coinvolgevano, come l&#8217;<strong>ecologia</strong>, l&#8217;<strong>ambient</strong>e e il <strong>benessere olistico</strong>, oltre al <strong>teatro</strong>, una delle mie grandi passioni. Tematiche che sono poi diventate oggetto di alcuni blog.</p>
<p style="text-align: justify;">Il denaro è stato una nota dolente con cui ho fatto a suo tempo i conti. A scuola, università inclusa, nessuno mi ha insegnato come si gestisce l&#8217;economia personale e credo che sia una condizione diffusa. Aggiungiamo poi le <strong>credenze &#8220;limitanti&#8221;</strong>, che nascono in famiglia e nella collettività in cui viviamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sei d&#8217;accordo anche tu che la <strong>componente psicologica</strong> e le convinzioni possono talvolta limitarci e impedirci di raggiungere i <strong>risultati che vorremmo</strong>? Tanto per fare alcuni esempi, ecco le frasi canoniche che càpita di ascoltare sul tema del denaro..</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>I soldi sono &#8220;sporchi&#8221;.</p>
<p>Per diventare ricchi bisogna lucrare sugli altri.</p>
<p>I ricchi sono persone sole, senza amici veri, circondati dalla falsità e dall&#8217;invidia.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ti è mai capitato di ascoltarle? A me sì, tante volte. Sono frasi che hanno un immenso potere di <strong>influenzare il nostro inconscio</strong>. Vorremmo di più, ma il nostro inconscio non ce lo permetterà finché avremo queste convinzioni limitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">La bella notizia è che le credenze limitanti si possono sostituire con quelle potenzianti. </p>
<blockquote><p>Se io credo di potercela fare, ci metterò tutto il mio impegno, otterrò grandi risultati, e mi convincerò sempre di più di potercela fare. E alla fine ce la farò.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ti lascio a riflettere su queste ultime parole. Ma ne riparliamo :-)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Il segreto della felicità</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 22:07:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Abbiamo già sostenuto che il denaro è utile ma non è il segreto della felicità umana. Serve certamente a lubrificare gli ingranaggi dell’economia, ma non è l’unica cosa che conta, come già cantava nel 1992 Luca Carboni in “Caro Gesù”: &#8230; <a href="http://webandpaper.net/cambia-vita-in-sette-giorni/benessere/il-segreto-della-felicita/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Abbiamo già sostenuto che <strong>il denaro è utile ma non è il segreto della felicità umana</strong>. Serve certamente a lubrificare gli ingranaggi dell’economia, ma<strong> non è l’unica cosa che conta, come già cantava nel 1992 Luca Carboni</strong> in “Caro Gesù”: “…oh no i soldi lo so che non danno la felicità, immagina però, come può stare chi non li ha, oh no da soli lo so, da soli no no no…”. Al di là dei proverbi popolari e delle canzonette, a sostegno della tesi che il denaro non sia tutto è scesa in campo da anni la scienza con la “S” maiuscola. <strong>In una ricerca condotta presso l’Università del Michigan</strong>, è stato chiesto ad un gruppo di studenti cosa migliorasse la loro <strong>qualità di vita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>La maggior parte degli intervistati ha risposto: “più denaro”.</strong> Ma lo psicologo <strong>Mihaly Csikzentmihalyi si domanda: “Visto che siamo così ricchi, perché allora non siamo felici?”</strong>. Perché il benessere materiale, nonostante l’ampia pubblicità in tal senso, non è ciò che realmente rende felici le persone, per una serie di interessanti risvolti psicologici. Pensateci: <strong>lavoriamo duro così da poter fare più denaro, comprarci macchine più costose e vivere in case più lussuose</strong>. Ma una volta che riusciamo a fare più denaro e ad ottenere l’auto o la casa dei nostri sogni, immediatamente sentiamo che non è ancora abbastanza. <strong>Quanto più beni possediamo, tanti di più ci sembrano desiderabili</strong> (o necessari, a seconda dei punti di vista). <strong>Gli psicologi hanno calcolato che in media noi desideriamo il 25% in più di quanto abbiamo, sempre e comunque</strong>.</p>
<p style="text-align: justify; ">Molti di noi lo fanno inconsciamente, come <strong>rispondendo ad un istinto ancestrale</strong> tipo l’appetito per il cibo o per il sesso, <strong>cui non venga posto alcun limite dal nostro autocontrollo</strong>. Ma è inutile riuscire ad ottenere più denaro, se non riusciamo a controllare il nostro istinto che ci porta a cercare di averne sempre più, come il tirchio <strong>Ebenezer Scrooge</strong> descritto nel “Canto di Natale” (“A Christmas Carol”), composto nel 1843 da <strong>Charles Dickens</strong>. Il quale Dickens, all’età di dodici anni, a causa di un periodo di difficoltà attraversato dalla propria famiglia (il padre era stato arrestato per debiti dopo aver speso tutto il suo denaro nel tentativo di mantenere un tenore di vita familiare superiore alle sue possibilità), <strong>aveva sperimentato sulla propria pelle cosa volesse dire dipendere eccessivamente dal denaro</strong>, visto che aveva dovuto andare ad incollare etichette sui barattoli di lucido da scarpe per dieci ore al giorno in una fabbrica di un parente della madre pur di riuscire ad aiutare la famiglia in difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify; ">Cosa serve dunque per essere felici: sempre secondo Mihaly,<strong> i ragazzi che appartengono ad una classe sociale bassa sono più felici di quelli di status sociale più elevato</strong>. Per gli <strong>adulti</strong> scatta un’ulteriore componente: in molti casi le persone più felici sono coloro che impiegano molta parte del proprio tempo in <strong>un’attività rispetto alla quale null’altro sembra più importante</strong>. In questo caso non si tratta tanto di guadagnare più denaro, ma di trovare desiderabile tale attività, al punto da essere disposti a sacrificare una quantità crescente del proprio tempo libero e delle proprie relazioni sociali pur di farla. Non il denaro, ma il lavoro, sembrerebbe dunque il segreto della felicità almeno per quanto tipo di persone.</p>
<p style="text-align: justify; ">Ad ulteriore dimostrazione di quanto sopra altri due psicologi, <strong>David Myers e Edward Diener</strong>, hanno notato che <strong>mentre il reddito personale è più che raddoppiato negli Stati Uniti dal 1960 al 1990, la percentuale di persone che si descrive come “felice” è diminuita</strong>. Insomma, il benessere non materiale ci appaga maggiormente di quanto non faccia il benessere materiale; dunque se vostro figlio volesse diventare un cantante, un poeta, un cuoco o un artigiano, non tentate di dissuaderlo magari proponendogli, se proprio non ha voglia di studiare da ingegnere o avvocato, di tentare la carriera di calciatore (o di velina, se avete una figlia femmina), perché guadagna molto più di scienziati, artisti e piccoli artigiani.</p>
<p style="text-align: justify; ">Se davvero volete la sua (oltre che la vostra) felicità <strong>insegnategli piuttosto a prendersi cura delle relazioni sociali</strong>, ossia delle amicizie, indirizzatelo verso <strong>un’attività in cui il suo contributo venga valorizzato e riconosciuto</strong>, <strong>sperate possa godere a lungo di buona salute</strong> e riesca a farsi <strong>una bella famiglia</strong>, <strong>all’interno della quale amare e sentirsi amato</strong>. Sarà una scelta molto migliore che non cercare di fare ancora più soldi solo per scoprire di non aver neppure il tempo di goderseli. Perché <strong>le nostre ricchezze materiali nella tomba, di sicuro, non potremo portarcele</strong>, come hanno scoperto a proprie spese i faraoni egiziani millenni or sono.</p>
<p style="text-align: justify; ">(<a href="http://www.stimolatore.com/">stimolatore.com</a>)</p>
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