Che cosa sia l’acqua, lo sappiamo tutti. O meglio, tutti la conosciamo per esperienza diretta :-) Sì, insomma, tutti noi beviamo, ci laviamo, facciamo il bagno in mare… E poi, non dimentichiamoci che la Terra, chiamata anche il Pianeta d’Acqua, è coperta per il 70% della sua superficie di acqua, la stessa proporzione presente in un corpo umano.
Non tutti, forse, sanno invece che l’acqua ha una memoria, e che a seconda dei suoni e dei pensieri ai quali viene esposta, i suoi cristalli cambiano la loro struttura. A rivelarlo, sono le ricerche del Dr. Masaru Emoto, scienziato e ricercatore giapponese, cominciate nel 1984. Come leggo su Ergoshop, dopo aver messo a punto la sua tecnica di refrigerazione, Masaru Emoto cominciò ad esaminare e fotografare diversi tipi di acqua, come l’acqua dell’acquedotto di diverse città del mondo, e quella proveniente da sorgenti, laghi, paludi, ghiacciai. Quindi gli venne l’idea di esporre l’acqua alle vibrazioni della musica, delle parole (pronunciate o anche soltanto scritte sulle bottiglie dei campioni d’acqua) e persino dei pensieri, dando il nome di hado alla forma sottile con cui l’acqua si esprime.
L’acqua di torrenti e sorgenti incontaminati mostra dei bellissimi disegni geometrici nella struttura cristallina, simili a quelli della neve. L’acqua inquinata, tossica o stagnante mostra forma strutture cristalline distorte e non armoniche.

Amore-Gratitudine

Grazie
In sintonia con gli stimoli ricevuti, l’acqua rimanda “hado” sotto forma di disegni. Migliore è il messaggio (parole, pensieri, emozioni, sentimenti, segni) che riceve, migliore sarà la risposta, riconoscibile per l’armonia dei suoi contorni.
Penso che i risultati di queste ricerche siano un meraviglioso strumento per modificare ed accrescere la nostra consapevolezza. In giro sul web se ne trovano in diversi siti sul tema della crescita personale, e lo stesso Masaru Emoto diffonde il messaggio dell’acqua attraverso la pubblicazione di numerosi libri, tradotti in venti lingue, e attraverso conferenze che tiene in tutto il mondo.
E’ figlio del Paese del Sol Levante anche Yoshin Ogata, artista giapponese che da trenta anni ha instaurato un dialogo con l’acqua e i suoi segni, simboli della vita che scorre, scava, rigenera, esprimendosi in una gamma vastissima di marmi, graniti di vari colori provenienti da tutto il mondo, scelti accuratamente per adattare le sue sculture agli ambienti che le ospitano.

Cerchi d'Acqua di Yoshin Ogata
Le sculture di Ogata, in particolar modo quelle monumentali, hanno bisogno del vuoto intorno e del diretto rapporto con l’ambiente che le accoglie in un’unica armonia di fusione. Le sue opere di maggiore dimensione, infatti, sfuggono a qualunque monumentalità retorica esaltandone la grande essenzialità ed eleganza.
Ogata realizza opere che esaltano i movimenti dell’acqua e soprattutto la caduta della goccia che prende forma, disegna tracce trasformando la dura pietra, in sintonia col concetto della filosofia orientale secondo la quale tutto si elabora e si rinnova attraverso l’energia. L’acqua e la pietra, i due elementi primari simboli delle energie della natura e della sua potenza rigenerante, assumono una nuova forma nelle sculture di questo artista che dal natio Giappone ha viaggiato e studiato in varie parti del mondo, dall’Inghilterra agli Stati Uniti, dal Messico dove resta affascinato dagli antichi siti Maya all’Italia, dove si laurea in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano ed approfondisce gli studi a Firenze, Roma ed infine a Carrara.
Fino al 4 luglio 2009 le opere di Ogata si possono ammirare a Padova nella mostra Cerchi d’Acqua, allestita presso la galleria Anna Breda Arte Contemporanea.