Essere qui e altrove nello stesso preciso momento

Ti è mai capitato di pensare che le cose vadano storte per qualche ragione là fuori? Una combinazione di cause sulle quali è utopistico credere di avere un benché minimo controllo? Anzi, a dir meglio, neanche pensarlo. Un senso di oppressione, malumore, disagio… del quale prendi atto perché lo stai vivendo, portando addosso e dentro di te e quindi nel mondo intero intorno a te.

A me sì, è capitato. Anni luce fa. Mi dibattevo fra le pieghe dell’essere e dell’avere, fra la mia situazione e i miei (pseudo)progetti, senza una meta precisa, con la luce spenta. Un voler essere altrove senza sapere quale fosse e cosa volessi trovarvi. Talvolta, quando l’umore era sotto terra, saliva una domanda rivolta al Nulla: “Perché?“, e non giungeva risposta. 

Non sto ora a raccontarti per fila e per segno cosa è successo dopo, magari lo farò una prossima volta, fatto sta che le cose sono cambiate. E’ successo quando in qualche modo ho preso coscienza che non sono le cose in se stesse a far male, ma come le vivevo io. Che non c’è niente di sbagliato, né dentro né fuori, e non ci sono mostri in attesa di sbranarti. E tutto quello che ti accade, e che non vivi con serenità, è uno straordinario messaggio per dirti: “ascolta, comprendi, abbraccialo, lascialo andare”.

Intendiamoci, non è un qualcosa che vale sine die. E’ un processo, un work in progress, ma cambiata la prospettiva,  giorno dopo giorno, crei le condizioni per vivere bene, in armonia con te stesso e con gli altri. Nonostante. Ogni tappa del viaggio è nello stesso tempo un punto di arrivo ed un punto di partenza. E puoi gioire di essere a casa e ugualmente di essere fuori. Essere qui e altrove nello stesso preciso momento. E’ la stessa cosa. E allora cominciano a succedere i miracoli. Piccole grandi cose meravigliose.

In questo video ci sono delle affermazioni molto belle. Forse, possono sembrare quasi scontate e banali. Secondo me, repetita juvant :-) 

Ti auguro un felice inizio di settimana.

<