Denaro, (d)istruzioni per l’uso

Nel mondo il 10% della popolazione detiene l’85 per cento della ricchezza totale, il 50 per cento più povero dell’umanità deve spartirsi l’1 per cento della ricchezza planetaria. Sono dati resi noti da un Rapporto dell’Università dell’Onu, che sottolinea come la ricchezza tenda a distribuirsi in maniera ancor più diseguale all’interno dei singoli Paesi, piuttosto che fra Paese e Paese.

Anche nelle nazioni e nei continenti più sviluppati, sono molte le persone che registrano patrimoni negativi (cioè non possiedono altro che debiti) e paradossalmente, analizzando tali dati patrimoniali, queste persone risultano essere fra gli individui più poveri del pianeta. Il Rapporto concentra poi le sue attenzioni sulla ricchezza, espressione con cui si intende non il reddito, ma l’insieme delle proprietà mobiliari e immobiliari.

Per quanto riguarda il nostro paese, Adiconsum (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente) ha denunciato il crescente fenomeno dell’indebitamento delle famiglie italiane. Stando ai dati dell’Associazione, le famiglie hanno difficoltà o non sono più in grado di far fronte a rate o debiti contratti. E non solo dei mutui, ma anche dei numerosi prestiti di credito al consumo o con le carte revolving

Secondo Adiconsum, ed io sono d’accordo al mille per cento:

Suicida è stata la campagna molto diffusa negli anni passati “Acquista oggi e paghi fra un anno” che ha dato l’illusione che con i debiti si potesse superare il minor potere d’acquisto. 

La ricchezza può essere definita in tanti modi. Uno di questi è la capacità di sopravvivere senza lavorare e quindi senza dipendere da uno stipendio, generando rendite autonome dal proprio tempo e dai propri sforzi, e una domanda semplice e utile a capire a che punto siamo è: “se smettessi di lavorare quanto potrei sopravvivere?“.

Per me il lavoro non è solo un mezzo per guadagnare denaro. Con la mia professione posso mettere a frutto le mie attitudini e i miei talenti, posso esprimere me stessa, e quando ho deciso di intraprendere la carriera giornalistica – oltre venti anni fa – sapevo bene cosa stavo facendo. La mia “missione” era ed è informare le persone, con il massimo dell’obiettività possibile. Via via, dalla cronaca sono passata ad occuparmi di tematiche che maggiormente mi coinvolgevano, come l’ecologia, l’ambiente e il benessere olistico, oltre al teatro, una delle mie grandi passioni. Tematiche che sono poi diventate oggetto di alcuni blog.

Il denaro è stato una nota dolente con cui ho fatto a suo tempo i conti. A scuola, università inclusa, nessuno mi ha insegnato come si gestisce l’economia personale e credo che sia una condizione diffusa. Aggiungiamo poi le credenze “limitanti”, che nascono in famiglia e nella collettività in cui viviamo.

Sei d’accordo anche tu che la componente psicologica e le convinzioni possono talvolta limitarci e impedirci di raggiungere i risultati che vorremmo? Tanto per fare alcuni esempi, ecco le frasi canoniche che càpita di ascoltare sul tema del denaro..

I soldi sono “sporchi”.

Per diventare ricchi bisogna lucrare sugli altri.

I ricchi sono persone sole, senza amici veri, circondati dalla falsità e dall’invidia.

Ti è mai capitato di ascoltarle? A me sì, tante volte. Sono frasi che hanno un immenso potere di influenzare il nostro inconscio. Vorremmo di più, ma il nostro inconscio non ce lo permetterà finché avremo queste convinzioni limitanti.

La bella notizia è che le credenze limitanti si possono sostituire con quelle potenzianti. 

Se io credo di potercela fare, ci metterò tutto il mio impegno, otterrò grandi risultati, e mi convincerò sempre di più di potercela fare. E alla fine ce la farò.

Ti lascio a riflettere su queste ultime parole. Ma ne riparliamo :-)